Archive for January, 2007

scrivere

questo mi aveva consigliato la dottoressa all’epoca e questo riprendero’ a fare. ma ci provo telematicamente. provo qui a disfarmi di tutte le maschere. sempre piu’ difficile. perche’ ti costruisci una personailta’ anche virtuale , almeno nel mio caso. se poi vedo che non ci riesco, beh, si ritorna alla carta. e quindi questo blog diventera’ un archivio telematico. in grado di rinfacciarmi tutto quello chescrivo , telematicamente e quando voglio. 

fuori nevica. bufera. dentro ho iniziato a fare la lista. cose che c’entrano  con lui (si accettano suggerimenti per a.k.a.) , cose che c’entrano con la lontananaza (sia positive che negative), cose che mi mancano, cose che mi fanno stare bene . probabilmente daro’ anche delle priorita’ ma intanto inzio a buttare. giu’. e poi pensieri:

  1. che ci faccio qui (mi mancano i pansoti, la liguria, la vela, il mare, il vento…)
  2. vita non regolare. troppi pochi giorni consecuitivi al campo base (ma se fossero di piu’ cambierebbe qualcosa?)
  3. cerca di isolare il male che provi per a.k.a. dal resto che ti fa stare male
  4. impara a vivere come se lui non ci fosse
  5. non sottovalutare, e ricomincia a riconoscere le onde emozionali (famiglia. informazioni che ti vengono date ma che non ti servono. emozioni di altri che ti vengono rigurgitate addosso senza nemmeno chiedere il permesso solo perche’ esistono legami – definizione??)

cose che mi mancano:

  • cucinare
  • vela
  • amici
  • cene con amici
  • tango
  • uscire
  • caffe’
  • mare ogni tanto

list

scrivere liste a volta aiuta. soprattuto dopo a vedere quello che si e’ depennato (si ok, lui forse riesce a sfuggire a questa logica perversa. io no). quindi. dopo aver riletto questo e aver provato un pizzico di amarezza a vedere quante cose che mi fanno stare bene ora non faccio, si ricomincia anche un altra lista. per non dimenticare stasera. le lacrime nell’acqua e per strada che per me rimangono segno di un traguardo a lasciarsi andare…preferirei ridere ma non sempre e’ possibile:

1. pensa prima a stare bene tu (altrimenti non starete mai bene in 2, 3 , 4…)

2. cerca di capire dove e’ il nodo, e magari poi scioglilo o fai un fiocco:

3. pensa a quanto il starci male per  la lontananza  (che e’ un starci male che ha un suo perche’) puo’ influenzare anche la tua visione del resto

4. cerca di capire se hai iniziato a stare cosi’ proprio quando ti sei innamorata…

per me i punti sono chiari ma sono come lo spunto per la mia mente, quindi non traete conclusioni affrettate ;)

Rimbocchiamoci (IO) le maniche

post sfogo…quindi potete saltarlo a pie’ pari. dovrei trovare il tempo di pensare, a come sto. e invece o non lo voglio trovare o non c’e’. la mia e’ una vita strana, completamente diversa a quella che avevo poco piu’ di un anno fa. eh si. siamo quasi al primo anniversario di questa vita all’estero ma dove non si mettono radici. 2 settimane al mese a strasburgo e il resto in giro per il mondo sono poche per cercare di avere una vita regolare. un mio collega ha definito la “casa” di quando torniamo qui come “permanent hotel” e direi che non esiste definizione migliore. Ma questo vuol dire stare quasi meglio in viaggio. quando la non regolarita’ non ti stupisce. quando dover tirare sempre un po’ in ballo l’istinto di sopravvivenza e’ normale. Invece quando sei a casa dovresti rilassarti, pensare a vedere gli amici, fare le attivita’ che sono la tua normalita’…non per me. qui non ho amici (se non colleghi-amici che e’ molto bello ma non e’ proprio la stessa cosa) , non ho attivita’ regolari (si vado in piscina ma e’ diverso rispetto a seguire un corso regolare di qualche cosa) e mi sento come ibernata rispetto alla me stessa iperattiva del passato. e dentro mi sento ancora iperattiva. e mi rendo conto che non si puo’ aver tutto.e che c’e’ un prezzo da pagare per avere l’opportunita’ di scorrazzare per i 5 continenti, conoscere altri punti di vista, vedere le cose da altri angoli. Ma non mi voglio perdere. non voglio rinchiudermi a riccio dentro di me. non voglio scapparmi di mano. voglio capire se sto bene o se sto male e se il prezzo che pago sono pronta a pagarlo. quindi ora vedo di organizzarmi. non so bene come e dove. pero’ qualcosa mi invento. e intanto cerco i miei spazi per riflettere. su tante cose. see ya

Message in a bottle

il corso di guida sicura sotto l’uragano e’ andato benissimo ma ho deciso che Carlule avra’ delle zampette estive e invernali nuove che di sentire l’ABS che funziona a vuoto e fare i testacoda mi va benissimo in pista…ma non in strada! ora fuori tira vento, parecchio, e io vorrrei che mi portasse notizie dall’altra parte del mondo…e invece, silenzio stampa :(   

apdait: messaggio in bottiglia arrivato ;)

F1

Dopodomani si scaldano i motori qui e si fanno anche parecchi giri di pista…ci si va intanto domani sera  a fare il sopralluogo!

un passo alla volta

e sono gia’ 2 che me lo ricordano. lo scrivo qui. si sa mai che me lo dimentichi

3,2,1…al contrario

un po’ in ritardo (ma ci abbiamo messo un oceano di mezzo) e prendo la patata bollente dall’oste ;)
e’ andata bene perche’ i libri in bagaglio erano 3 (” Ho paura torero” (Pedro Lemembel); Lonely Planet di Shanghai e “Mary Queen of scots ” (Antonia Fraser)) ma il primo della pila e’ quello in italiano….si va a pag 123, si scartano le prime 5 frasi e si riportano le successive 3 (a pag 123 non ci sono ancora arrivata, speriamo non mi svelino chi e’ l’assassino):

” E che poteva farci, se nella sua vita aveva sempre brillato il proibito, nella passione imbavagliata dell’impossibile?

chi avrebbe immaginato che il vero amore ci avrebbe colpito al cuore

era gia’ tardi ed eravamo oramai prigioneri dell’errore.

Quando torno’ a farsi vivo, tre giorni dopo il compleanno, fu solo per riprendersi le ultime casse e il tubo di metallo, che si porto’ via con la sua confezione di pizzo e taffetta’.”

Bene..niente nomi di colpevoli…quindi i nomi li faccio io :)

se ne hanno voglia, e se no, no!

meriggiare

si perche’ mi ricorda Montale, le sue poesie, lo sprazzo di liguria dove sono nata, la sfumatura argentina del mare che prima o poi prendero’ consapevolezza che e’ il posto dove voglio tornare. e le persone con cui condivido qui, al di la’ dell’ oceano, per il secondo anno momenti ancora intensi, e poi lui che mi fa vivere ancora emozioni e il fatto di essere qui all’una di notte a postare (a voi) perche’ se lo faccio ci sara’ un motivo. e forse lei verra’ in Europe e spero che lui (non il mio) non faccia nulla di cui pentirsi. Lo so che il mio italiano traballa…ma tanto non serve spiegare

good night and good luck

a lui ma anche a  tante persone *. che mi fanno sentire viva. ogni istante. ogni giorno. ogni momento in cui proprio non te lo aspettavi. e questo tempo birichino non mi da’ tregua e lo so che sono io che dovrei prendermelo e riportarlo a parametri regolari. Ma sono io che non voglio. mi destreggio ancora. quasi mi diverto  a scompigliare tutto, anche me stessa. ma poi, come stasera, fermo tutto. prendo il mio tempo e il mio spazio, e anche se, solo virtualmente, e per molto meno di quello che servirebbe,  ritaglio i miei spazi per coccolare gli affetti.

* yes ladies (and gent), anche voi che lasciate l’impronta da queste parti ;)

see you there

arrivata alle 5.30 di ieri mattina con il treno, domani alle 10.30 si riparte in aereo. nemmeno il tempo di abituarsi al fuso. forse meglio cosi’. forse meglio avere l’impressione di vivere sospesa. il tempo corre piu’ veloce di me e non mi da’ tregua, ma sono io che lo lascio correre libero. presto, e il tempo e’ relativo, ci si fermera’.

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